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"Non si può capire l'ignoto se prima non si conosce quello che fa parte della sfera del conosciuto".
-A. Einstein

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- Thomas Edison


9 maggio 2005

L'ultima spiaggia. Di Beppe Grillo

Pubblico volentieri lo stralcio di un articolo pubblicato su l'Internazionale (www.internazionale.it)

5/5/2005

Ho visto il futuro
Internet, consumatori responsabili e difesa dell’ambiente. Ecco il sogno di Beppe Grillo: una Casa delle libertà a buon mercato e a basso consumo

Vent’anni fa ho fatto una pubblicità. Ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Quindici anni fa me la prendevo coi politici. Ma poi ho capito alcune cose sull’economia. Dieci anni fa finivo i miei spettacoli sfasciando un computer a mazzate. Ma poi ho capito alcune cose sui computer e su internet. Oggi la pubblicità mi sembra uno dei mali peggiori, l’economia la vera padrona della politica e internet uno dei pochi spiragli per difendersi e per ridare alla politica lo spazio che l’economia le ha rubato. Il 26 gennaio ho aperto un blog (un diario pubblico in internet) senza sapere bene cosa fosse.

Sto cominciando a capirlo ora:
www.beppegrillo.it è diventato in poche settimane il blog in italiano più visitato. In tre mesi il blog ha ricevuto 1,3 milioni di visite di circa 600mila persone diverse. Gli accessi di aprile (un milione) sono stati tra i 30 e i 40mila al giorno, con punte di 55mila. Non so dove ci porterà questa avventura. Ho però il presentimento che ci potrebbe portare lontano. Se sapremo usarla bene, forse internet potrebbe aiutarci a lasciarci alle spalle un mondo dominato dai manager delle multinazionali, dalla loro pubblicità e dai governi al loro servizio.
Se solo avessi avuto questo blog tre anni fa, quando avvisavo le persone di quello che stava per succedere a Parmalat! Lo dicevo solo nei teatri. Ma se lo avessi scritto in un blog, forse migliaia di risparmiatori avrebbero potuto evitare di farsi rovinare.

Quando Parmalat è implosa, sono venuti a intervistarmi il New York Times e la Cnn. Negli Stati Uniti mi hanno letto più persone di quante mi avevano ascoltato a teatro in Italia. Ma ormai era tardi. Su “Il caso Parmalat e il crepuscolo dell’Italia” ho scritto anche un articolo per Internazionale del 30 febbraio 2004, che ora è su internet (www.internazionale.it/beppegrillo). Per Parmalat ormai si trattava di un’autopsia. Ma in quell’articolo ci sono informazioni e sguardi inquietanti su altre aziende arroganti e gonfiate, e purtroppo anche sull’Italia.

Il declino italiano ha radici nei secoli e nei decenni, ma a peggiorare le cose ci si sono messi anche gli uomini della pubblicità: non gli bastavano i nostri soldi, le tangenti e il controllo sull’economia, hanno voluto anche il parlamento e il governo. Come hanno fatto con l’economia e con il paese, anche con il mio articolo si sono montati la testa. Al loro ruolo nell’affossare il futuro dell’Italia hanno dato più peso di quanto avessi fatto io, e mi hanno denunciato. Si vede che ho messo il dito nella piaga. Però mi hanno chiesto solo cinquecentomila euro di danni. Ci sono rimasto male.
Continua...http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=9343




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